OCEAN: Contro il precariato e la flessibilità, arriva il recruiting 2.0

OCEAN: E’ arrivata Work.io, la community che vi permetterà di mettere in vendita la vostra professionalità.
Dimenticate il curriculum cartaceo, spedito via posta o consegnato brevi manu nell’ufficio dei vostri sogni. Accantonate anche l’invio formato spam del vostro resumé alla lista di contatti cool rubata nell’ufficio dove avete fatto il vostro primo stage. Il nuovo recruiting è globale, digitale e in real time.
Come? Grazie a Work.io, una nuovissima start up nata a New York che si ripromette di connettere datori di lavoro e professionisti in modo immediato ed efficace, grazie ad un raffinato algoritmo che permette di filtrare tutto il rumore bianco e di ottenere un elenco di possibili candidati cui assegnare uno specifico task finalmente preciso e puntuale.

L’obiettivo di Work.io è doppio.
Da un lato si vogliono aiutare le aziende che spesso ricorrono a free lancer per completare la consegna di alcune commesse. Interlocutori ideali e naturali sono ovviamente le start up, vista la natura in fieri dello staff che spesso le caratterizza. Ma si tratta indubbiamente di uno strumento molto utile anche per le PMI, che spesso non possono permettersi di assumere a tempo pieno alcune specifiche professionalità, cui poi però devono comunque ricorrere, pure se sporadicamente.
Dall’altro si vogliono supportare i tantissimi lavoratori (precari ma buoni) sparsi per il mondo, alla ricerca di piccoli frammenti di lavoro vero e galvanizzante per davvero, con cui completare le loro giornate da workers-on-the-go.

Professionisti con curricula ricchi di master, specializzazioni, esperienze all’estero che spesso si sentono dire che il loro profilo è troppo alto, o costretti ad accontentarsi, facendo buon viso a cattivo gioco, in situazioni che però non solo non sfruttano le loro competenze a dovere, ma a volte addirittura, le annullano proprio. E anche se Work.io è solo uno strumento, non una bacchetta magica, magari potrà dare una mano anche a tutti i lavoratori giustamente insoddisfatti, stufi, disoccupati o alla ricerca di nuovi stimoli.
Su Work.io in fondo, si cerca e si trova di tutto. Dai traduttori agli specialisti del SEO, dai cool hunter agli analisti. Professioni vecchie e nuove (ne abbiamo parlato anche noi, alla Social Media Week di Torino) che usano il web come strumento non solo di azione ma anche di presentazione. L’accesso avviene su invito, e risultati e profili sono visibili solo a chi è parte della community. Quello che si vuole promuovere è un vero e proprio network globale di domanda e offerta, all’interno del quale gli utenti sono invitati a specificare bene e in modo preciso le proprie abilità, disponibilità e capacità.

Un po’ come fa Airbnb con le case, Work.io fa per le persone, permettendo agli utenti di vendersi come professionisti, sia nel settore in cui già lavorano che in quello in cui hanno sviluppato skills e competenze per passione. Oltre Linkedin e Taskrabbit, verso una gestione della propria giornata lavorativa finalmente flessibile a favore del lavoratore e non solo dell’azienda.
Photo credits: Work.io
