RIVER: aVOID, per facilitare il consumo (online) responsabile

RIVER: aVOID vi avverte in tempo reale se il marchio da cui state per acquistare è legato allo sfruttamento del lavoro minorile.



Il 22 settembre del 1862 Abramo Lincoln decretò la liberazione di tutti gli schiavi negli Stati Confederati d’America. A distanza di 150 anni la tratta di persone e la schiavitù hanno assunto forme diverse, ma rimangono tristemente all’ordine del giorno. L’International Labour Organization -l’agenzia delle Nazioni Unite incaricata di promuovere la giustizia sociale e i diritti umani- ha recentemente stimato che a livello mondiale circa 21 milioni di persone sono vittime di nuove forme di schiavitù. Una ogni 1000.
È alla luce di questi dati allarmanti che che è necessario portare questo tema alla luce dei riflettori, soprattutto in un società in cui le informazioni sono facilmente alla portata di tutti e l’unione dei consumatori (coordinata da organizzazioni e campagne ad hoc) fa la forza. La CNN ci sta mettendo del suo con un sito dedicato esclusivamente a questo tema: The CNN Freedom Project, Ending Modern-Day Slavery.

A risvegliare le nostre coscienze (troppo spesso) assopite ci sta pensando anche il movimento dietro a Slavery Footprint che ha creato un sito per metterci di fronte ad una domanda ben precisa: ‘How many slaves work for you?’. Un test, dalla grafica accattivante ed interattiva, analizza a grandi linee dati demografici e abitudini di consumo degli utenti, e nel mentre dispensa dati e statistiche che permettono di avere una visione più approfondita di quanto sia diffuso, presente, e legato a prodotti con cui abbiamo a che fare quotidianamente questo fenomeno. È disponibile anche un’app, tramite la quale i consumatori possono inviare automaticamente un messaggio al loro brand preferito per comunicargli che su questa questione non si scherza.
Un passo avanti in termini di sensibilizzazione e chiamata all’azione lo ha fatto di recente Earth Link, organizzazione internazionale che si batte da circa 25 anni per i diritti umani e l’ambiente, creando aVOID, un plug-in per il ‘fair online shopping’.

aVOID è tanto semplice da usare (s’installa con un paio di click da qui, per ora disponibile solo per Google Chrome e Safari) quanto efficace nella sua missione: denunciare quali sono i brand associati allo sfruttamento del lavoro minorile per obbligarli a rafforzare le procedure di controllo già in atto e prendere una posizione chiara in merito.
Questo strumento utilizza i dati (costantemente aggiornati) raccolti da Active Against Child Labour e, dato che funziona su alcuni fra i maggiori siti di e-commerce -vedi Asos, Yoox, Amazon, Zalando, riesce a raggiungere ed influenzare i consumatori nel momento subito precedente all’acquisto. Una volta installato, infatti, aVOID sarà in grado di ‘censurare’ automaticamente ed in tempo reale i risultati di ricerca legati a brand con posizioni ambigue rispetto allo sfruttamento del lavoro minorile. E di conseguenza, cercando i prodotti di tale brand su Asos, ad esempio, le immagini e le informazioni relative saranno sostituite da un’icona ‘stop’ (una mano che invita a fermarsi).

Un monito sempre presente per ricordare al consumatore che non c’è saldo al 70% che tenga, se di mezzo c’è un’infanzia rubata.
