OCEAN: Tout est vrai (ou presque) 10 ribelli raccontati in due minuti

OCEAN: ARTE racconta in 10 clip da 2 minuti ciascuna le vite dei più celebri ribelli contemporanei, da Burroughs a Pete Doherty.
La (buona) televisione ai tempi di internet è creativa, innovativa e mai banale. Un ottimo e recente esempio arriva dal canale franco-tedesco ARTE. Noto ai più per i documentari, l’attenzione all’arte e all’architettura e il target intellò, ARTE ha da qualche tempo deciso di dare una svolta al suo palinsesto. E ci ha inserito dei videoclip, fruibili online sul sito Arte.tv. Fin qui, niente di nuovo. La convergenza, la “remediation”, gli scambi tra vecchi e nuovi media sono ormai azioni consolidate (se volete approfondire, vi suggeriamo Social TV di Gianpaolo Colletti e Andrea Materia).
La chiave di volta è però arrivata questa estate, grazie a una partnership con La Blogothèque. Partendo da un’idea semplice - raccontare le vere storie dei ribelli contemporanei più noti e cool- ARTE e La Blogotheque hanno sviluppato Tout est vrai (ou presque), parte online della rassegna Summer of Rebels in onda su ARTE’ fino a inizio settembre.

Tour est vrai (ou presque) si compone di 10 clip caratterizzate da un concept compatto e da uno storytelling denso e mai banale, che condensano in 2 minuti le rocambolesche vite di gente come James Dean, Elvis Presley, Marilyn Manson, Eric Cantona. Niente attori, foto, filmati di repertorio. Niente glamour hollywoodiano, intrighi, belle donne. Non aspettatevi di rivedere i fianchi ondeggianti del re del rock’n’roll nè la faccia un po’ consumata di Burroughs: qui troverete solo uno sfondo bianco, una serie di giocattoli usati come props e una timeline che evidenzia gli anni di snodo fondamentali nelle esistenze dei fantastici 10.
Il racconto è naif e minimale, veloce e candido come le pubblicità della Apple. Le immagini sono guidate da una voce over che incolla e da senso a tutto, con dettagli di humour dal sapore più britannico che non francese.
Storie pensate per il 2.0. Semplici e essenziali. Ma non per questo superficiali.
Ogni mini biografia procede per oggetti e simboli che - pure se sembrano non c’entrare nulla col soggetto in questione (Elvis è trasformato in un bambolotto, di Dean si vedono solo gli occhiali da vista e l’auto)- costituiscono in realtà il contraltare visivo perfetto al copy che le accompagna, sintetizzando in 140 caratteri o poco più il senso della loro vita - Monty Python docet.
E così, la storia di Elvis è quella di un ragazzo gentile, che voleva innanzitutto far contenta la mamma; Pete Doherty è il figlio senza radici di un militare, sballotatto da una base all’altra per tutta la sua infanzia; e James Dean un mito la cui vita inizia come una tragedia, e finisce come uno spot per la prevenzione degli incidenti stradali.
Avreste saputo trovare delle sintesi migliori? Noi crediamo di no.
Photo credits: ARTE.
